Progetto anno 2005 - Disagio giovanile e Cittadinanza sociale

L’idea da cui è nato il progetto

Le associazioni di promozione sociale saranno, nell’immediato, impegnate in modo crescente nella realizzazione di interventi e servizi  sempre più in grado di produrre una concreta attenzione  e cura per ogni persona che vive nella comunità di riferimento. Partendo dal presupposto che l’Endas ha una strutturazione nazionale, che si esplica attraverso una ramificazione di strutture regionali, provinciali, zonali e di base, è chiaro che la comunità di riferimento per la nostra associazione è il tessuto associativo; in funzione di ciò lo sforzo che l’associazione dovrà perseguire nel programmare politiche di sostegno sociale è quello di creare una rete di servizi per la promozione sociale di ogni persona, partendo dal concetto fondamentale di “Cittadinanza sociale”. Sussidiarità, Solidarietà, Democrazia associativa sono passaggi fondamentali per la crescita delle persone ed in particolare dei giovani e della loro partecipazione a strutture associative. In tale contesto è maturata in questi anni di impegno sociale dell’Endas - anche in funzione delle esperienze maturate nell’ambito delle attività progettuali, finanziate dalla Legge 383/2000 – la consapevolezza che gli obiettivi posti, sono perseguibili soltanto se le strutture decentrate e di base mettono insieme le proprie risorse in dimensione nazionale, permettendo così una concreta integrazione  e pari opportunità ai cittadini che si muovono nel sociale di riferimento della nostra associazione.

I motivi

Il termine cittadinanza si collega strettamente ai diritti della persona, che si ritiene debbano essere riconosciuti ad ogni persona nella vita quotidiana e nelle situazioni di bisogno. Questo riconoscimento deve avvenire in special modo all’interno delle comunità di appartenenza, comunità nelle quali normalmente gli individui svolgono la propria attività e trascorrono il proprio tempo libero; le associazioni, in quanto strutture di aggregazione sociale, svolgono in tal senso un ruolo importante. Comunità, cittadinanza, partecipazione, diritti sono termini che si influenzano reciprocamente. Lo sviluppo dell’uno presuppone lo sviluppo dell’altro, alimentando significati e valori che dovrebbero connotare positivamente la convivenza civile ed il welfare. In funzione di ciò le motivazioni del presente progetto, oltre ad essere coerenti con le finalità fondanti della “Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, traggono origine dalle precedenti affermazioni e possono essere completate da alcune considerazioni, utili a comprendere le importanti ragioni che stanno alla base di questo progetto: - una associazione di promozione sociale è soggetto attivo nella realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e se è presente su tutto il territorio nazionale, ne è un soggetto privilegiato, assumendo, per la propria peculiare posizione, i connotati di sotto-sistema integrato, atto a promuovere la solidarietà sociale, con la “valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata”; - lavorare in una associazione, dal punto di vista dell’organizzazione sociale, all’interno della propria struttura di decentramento e comando, ha un rilevante impatto sulla qualità della vita individuale e collettiva, con particolare riferimento al proprio tessuto associativo ed alle realtà sociali, che ne fanno parte integrante. Infatti con l’organizzazione sociale si favorisce il miglioramento delle condizioni culturali, sociali ed ambientali, riuscendo a contenere lo sviluppo di importanti fattori di rischio, riguardanti sia la salute (si pensi per esempio all’importanza dell’attività sportiva nella prevenzione di molte malattie) che l’insorgenza di patologie sociali (si pensi per esempio allo svolgimento di attività socio-culturali che prevengono in molti casi l’emarginazione sia di giovani che di anziani). Permette inoltre di condividere comuni criteri di intervento, consentendo di agire più profondamente sulle disuguaglianze che sono collegate a condizioni di vita sfavorevoli, rendendo più efficaci gli interventi di presa in carico e di soluzione dei problemi di emarginazione e disagio sociale.

 

Le metodologie

Per quasi tutto il periodo progettuale sarà sempre privilegiato il momento della partecipazione attiva, nel senso che i giovani destinatari del progetto impegneranno la maggior parte del tempo disponibile in attività sportive –sociali e culturali, svolte con il metodo del coinvolgimento. Le singole attività progettuali – dalla visita culturale alla competizione sportiva - saranno di volta in volta “vissuti” in prima persona dal giovane che sarà chiamato ad operare su situazioni reali dai volontari in un sistema di organizzazione dell’evento, che consentirà a ciascun giovane di intervenire in tutti i momenti della produzione e gestione – laddove possibile -  dell’evento stesso. Le singole attività progettuali saranno discusse ed affrontate all’interno di interventi (in genere settimanali) che di volta in volta, i volontari gestiranno con i gruppi di giovani a loro assegnati. In tal modo, mettendo, a scadenze fisse, a confronto i singoli giovani con i volontari, sarà possibile valutare i risultati raggiunti e programmare i nuovi interventi, superando anche gli eventuali problemi di inserimento e di gestione. Rispetto comunque dei ruoli e dei compiti, anche per dare ai giovani ed agli adolescenti, beneficiari dell’intervento, un segnale forte di far parte di un progetto con più attori, tutti protagonisti e con pari dignità. Ciò implementerà nei beneficiari la sensazione di essere coinvolti in un intervento di grande respiro, che a conclusione potrà dargli la spinta decisiva per l’integrazione sociale e successivamente per il passaggio a pieno titolo, a conclusione del percorso progettuale, nel sistema della promozione della “Cittadinanza Sociale”. Una forte motivazione “ a fare” nella consapevolezza di risultati finali positivi. Endas si propone come soggetto privilegiato in questo processo di sensibilizzazione dei giovani alle problematiche sociali, in quanto da sempre attiva nel mondo dei giovani e degli adolescenti, presenti in gran numero nel proprio tessuto associativo, grazie alle politiche sportive, culturali, turistiche, sociali, formative e promozionali tradizionalmente praticate dall’Ente.

I principali risultati attesi sono nell’ordine:

1. la creazione all’interno del circuito tradizionale dell’Endas di una rete sociale, sia a livello nazionale che locale, in grado di coordinare, progettare, elaborare e realizzare strategie, mirate allo sviluppo della “Cittadinanza Sociale”

2. il coinvolgimento degli adolescenti e dei giovani nella rete sociale, all’uopo creata, per la valorizzazione e la diffusione dei temi relativi alla “Cittadinanza Sociale” e alle buone prassi ad essa correlate;

3. lo scambio di dati relativi al tema progettuale tra le strutture dell’Endas impegnate e gli interlocutori esterni comunque coinvolti nelle attività di progetto ( Enti pubblici e strutture del privato sociale)

Infine ci sarà comunque una ricaduta di utilità nella attuazione di azioni di prevenzione e recupero dal disagio giovanile e di riduzione della marginalità sociale, graduate e differenziate secondo le caratteristiche dei soggetti e le condizioni di disagio sociale e culturale dei contesti familiari e territoriali di riferimento.

Trasferibilità del modello adottato

Un progetto sulla “Cittadinanza Sociale”  deve, per sua intrinseca natura, avere una valenza nazionale; in funzione di ciò tutto il progetto, al di là delle singole peculiarità regionali e zonali, presenta delle caratteristiche in termini di standardizzazione ed omogeneità delle attività, che lo rendono spendibile e trasferibile dovunque su tutto il territorio nazionale. Le esperienze comunque vissute all’interno del circuito di progetto da ciascuna delle strutture locali impegnate, potranno essere trasferite dall’una all’altra in modo diretto e senza alcuna difficoltà; si potrà e si dovrà, a conclusione del progetto stesso, trasferire il modello adottato anche ad altre strutture dell’Endas (strutture periferiche e di base), mettendo a frutto anche le valutazioni derivanti dalle attività di monitoraggio sul progetto. La trasferibilità sarà assicurata dall’accesso e dall’inserimento dei dati relativi al progetto nel portale dell’Endas e dalla volontà della struttura nazionale di aprire un Forum sull’argomento, aperto a tutti gli associati e non. Inoltre il progetto avrà un effetto moltiplicatore; infatti i giovani che saranno coinvolti nelle attività del progetto, funzioneranno da veicolo di diffusione delle buone prassi, acquisite nel corso delle attività di progetto, all’interno delle proprie famiglie, che a loro volta, in un circolo virtuoso, saranno spinte a trasferire ad altri nuclei familiari le esperienze vissute dai propri figli. In funzione di ciò anche in questo progetto si può pertanto serenamente ipotizzare una trasferibilità di tipo orizzontale e di tipo verticale; la trasferibilità di tipo orizzontale sarà frutto della rete sociale, che funzionerà come cinghia di trasmissione delle varie fasi del progetto. La trasferibilità verticale sarà assicurata dalla pubblicazione del report finale, che in stampa raggiungerà tutti i circoli dell’Endas e che, in formato Pdf, attraverso il Portale dell’Endas sarà fruibile da tutti gli interessati alle tematiche trattate.