Scambi Internazionali - Rapporti nel Mediterraneo

Anche per l’annualità 2013, nel quadro degli scambi sportivi, sociali e culturali con i Paesi dell’Area del Mediterraneo, è stato attuato un folto programma di iniziative; il momento più significativo di quanto appena detto è avvenuto nella prima metà del  mese di novembre, allorquando  una delegazione di dirigenti e giovani quadri Endas, guidata dal Presidente Sig. Piero Benedetti, si è diretta alla volta di Tunisi per incontrare i corrispondenti quadri dell’Endas Tunisia. Attraverso tale iniziativa, nata proprio dagli accordi siglati per la prima volta 17 anni fa con l’A.S.P.T.T., emanazione in ambito associativo culturale-sportivo del Ministero Tunisino delle Poste e delle Telecomunicazioni, si è potuto realizzare concretamente il desiderio dell’Endas di aprirsi alle istanze ed alle esigenze dei Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo,  pratica già iniziata e portata avanti (fino a  quando è stato possibile) con l’Algeria e proseguita appunto con la Tunisia. Alla luce di quanto innanzi affermato, in linea con gli obiettivi e le finalità del folto programma degli Scambi Internazionali, nella prima metà del mese di novembre, il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni Tunisino e l’Endas Tunisia, hanno organizzato per i gli amici Endas Italiani, un “Grantour” che ha permesso di entrare a stretto contatto con tutti gli aspetti della vita sociale, culturale e ludico-sportiva della Tunisia. Gli itinerari prescelti, che di seguito saranno descritti nel dettaglio, hanno consentito agli esploratori Endas di apprezzare fin da subito le molteplici sensazioni tipiche di questa nazione. Nuovi profumi, suoni e melodie sconosciuti, colori suggestivi e sapori accattivanti, sono stati da subito i protagonisti di questa esperienza culturale “full immersion”.

Il divario, rispetto al mondo europeo occidentale, è stato immediatamente recepito, in quanto, già da subito,  ci si è allontanati da Tunisi per andare nella capitale religiosa della Tunisia: Kairouan. In verità, in tale città si riesce a percepire,  più di ogni altro luogo di questa nazione,  l'”atmosfera islamica” , in quanto nella locale Medina (termine col quale è definito il centro storico di una città islamica) è presente una delle Moschee principali di tutto il Nord Africa (la Terza in ordine di importanza a livello Mondiale). Questa città è importante anche per la lavorazione artigianale di tappeti e,  proprio per questo motivo, oltre a visitare la moschea e la medina, ci si è recati in una locale fabbrica di tappeti dove abbiamo visto direttamente  le modalità di  produzione nonché di  vendita degli stessi. Il secondo ed il terzo giorno del tour hanno  avuto quale meta, la città di Tozeur e gli itinerari ad essa collegati. Già durante il tragitto sono stati visibili i cambiamenti che distinguono la parte settentrionale da quella meridionale della Tunisia;  qui infatti gli ulivi lasciano il posto agli scenari desertici di montagna, in quanto la città di Tozeur -  la più grande del Sud tunisino - è sia vicina alle montagne dell’Atlante confinanti con l’Algeria sia vicina al deserto del Sahara. Tozeur inoltre è famosa per la produzione di datteri poiché essa sorge in un'oasi di oltre 200.000 palme da dattero. Il primo giorno a Tozeur è stato dedicato alla scoperta delle oasi di montagna, veri e propri paradisi terrestri incastonati in brulli scenari di montagna; per giungere in questi luoghi remoti , si è fatto affidamento a dei 4x4:  qui l’asfalto termina per far posto alle strade sterrate che ci hanno portato prima a Chebika, poi a Nefta ed infine a Tamerza. Ognuna di queste località ha  una sua particolare caratteristica:  laghetti di acqua dolce incastrati in rocce e palme da dattero, un canion da fare invidia agli scenari del Colorado e cascate che spuntano dal nulla. Comunque sia, nonostante le differenze tra le tre oasi,  il comune denominatore sono stati gli scenari mozzafiato determinati  dal contrasto tra arido e lussureggiante. Il secondo giorno a Tozeur è stato dedicato alla visita della città antica e alla scoperta della coltivazione dei datteri;  a tal proposito siamo stati ospitati in una delle principali piantagioni della città, e qui, trasportati come da tradizione in calesse, abbiamo conosciuto i segreti della coltura di questo frutto fondamentale per la dieta delle popolazioni del Maghreb. Lasciata Tozeur,  ci si è diretti ancora più a Sud verso la città di Douz. Per recarci a destinazione abbiamo dovuto percorrere la superstrada che attraversa lo Chott el Jerid,  il deserto di sale più grande del Nord Africa. Questa meta dal paesaggio lunare, ha però un fascino unico:  qui, infatti, ci si sente impotenti, a dispetto di una vastità dove, a causa del sale, non può crescere nulla; solo i miraggi popolano questo aspro e suggestivo luogo, teatro sia delle battaglie della Seconda guerra Mondiale sia di alcuni dei combattimenti principali dei film della saga “Star Wars” del regista George Lucas. Lo Chott è stato però solo l’anteprima della vera tappa di questo giorno, ossia Douz.

Questa città,  famosa nel paese per il commercio di dromedari,  è la porta tunisina del Sahara: qui gli amanti del deserto con i loro quad, dune buggy e moto, si avventurano di sovente  nel Sahara; noi,  non disponendo di tali  mezzi,  ci siamo “adattati” come da programma alla cultura del luogo… Pertanto,  a “bordo”di dromedari,  abbiamo esplorato,  animati da spirito indomito,  un pò di Sahara, ammirando,  a conclusione dell’escursione,  un bellissimo e suggestivo tramonto sahariano. Lasciata la città di Douz, ci siamo   messi in viaggio per raggiungere le destinazioni costiere mediterranee. Nel corso del  tragitto,  ci siamo fermati a Matmata per  far visita alle popolazioni Troglodite, così chiamate per via delle loro caratteristiche abitazioni rupestri scavate nella roccia. Qui abbiamo fatto visita ad una delle famiglie che ancora vive in queste case scavate all’interno della roccia, dove abbiamo potuto conoscere i segreti di questo modo di vivere,  interagendo,  “face to face” con gli abitanti del luogo. La particolarità di tali architetture inoltre non è passata inosservata nemmeno ad Hollywood; non a caso  infatti, anche qui, negli sfolgoranti anni 70/80, George Lucas, ha girato numerose scene dei film della saga di “Star Wars”, ritenendo che questo luogo somigliasse più di qualunque altro sulla terra ad un ipotetico pianeta desertico abitato da alieni. Dopo aver pranzato in una delle tradizionali abitazioni troglodite di Matmata, si è proseguito alla volta di Sfax per  poi recarsi alla buon'ora all'Anfiteatro Romano di El Jem, il terzo in ordine di grandezza dopo il Colosseo e l'arena di Verona. El Jem, che in arabo significa “la fortezza”, è così chiamata in quanto,  durante l’invasione araba nel VII secolo d.C., essa  è stata l’ultima roccaforte delle popolazioni berbere cristiane che in questo luogo,  hanno resistito, fino all'ultimo uomo,  ai potenti arabi conquistatori. L’anfiteatro di El Jem si mostra quasi intatto e rappresenta di fatto il primo segnale, che un visitatore europeo percepisce, in un’ottica di riavvicinamento al mondo occidentale. L'ultima parte di questo tour ci ha portati quindi come anticipato, alla scoperta della Tunisia costiera-occidentalizzata, dove a braccetto con alberghi e porti turistici, sono presenti numerose testimonianze del passato arabo, romano e fenicio. Da Monastir, importante meta turistica e città natale di Bourguiba, cioè il primo presidente della Repubblica di Tunisia, ci si è diretti alla volta di Cartagine per visitare quello che resta dell'ex capitale dei Fenici. Giunti infine a Tunisi, passando prima per il caratteristico borgo dalle abitazioni bianche e azzurre Sidi Bou Said, ci siamo reincontrati con i dirigenti dell’Endas Tunisia e del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni Tunisino per scambiare l’ultimo saluto a cena, in uno dei ristoranti più caratteristici della Capitale: L'Essaraya.

Questa esperienza ha sicuramente lasciato  in tutti coloro che vi  hanno preso parte, un segno indelebile e profondo in termini altamente positivi. In tal senso , si può affermare, senza tema di smentite, che il livello formativo raggiunto è andato oltre le più rosee previsioni:  la conoscenza breve ma approfondita di questa singolare nazione,  ha permesso ad ognuno di noi di vivere un’esperienza unica che ha raggiunto, a livelli altissimi,  tutti i cinque sensi oltre ad  imprimere  nella mente ricordi unici e suggestivi, permettendo a coloro che hanno avuto il privilegio di partecipare al tour, di  lasciare in Tunisia un pezzo di cuore.