L'invecchiamento attivo

L’invecchiamento della popolazione è significativamente  caratterizzante in ambito  demografico tra i paesi industrializzati, e sta avendo , quali effetti evidenti,     trasformazioni di natura economica, sociale e culturale rispetto alle quali   necessitano azioni politiche complessive a tutti  i livelli istuzionali.  Ciò non perchè Il fenomeno vada considerato squilibrante socialmente ma perchè esso deve essere analizzato a fondo al fine di evidenziarne le  novità in seno alle dinamiche  relazionali, ai  murati bisogni e alle differenti esigenze connesse ad una società che invecchia di più. 

In tal senso le sfide che l'Europa  deve accingersi a porre in essere sono  molteplici: dalla contrazione della popolazione in età lavorativa, alla incrementata sollecitazione in ordine al  sistema pensionistico , fino all'altrettanta aumentata di richiesta  di care. Appare chiaro che se  talune questioni  come quella relativa alle pensioni, rientrano nelle competenze degli stati nazionali, vi sono quelle legate alla sanità e  alla social inclusion dei soggetti anziani per le quali assume valenza  il ruolo delle regioni , che, necessariamente è abbisognevole di una dilatazione delle competenze.

Dati statistici

L'Italia ha la più alta percentuale di anziani al 2005 – uno ogni cinque abitanti – mentre la media comunitaria è di un anziano ogni sei abitanti. L’Irlanda  è il paese più “giovane” ed ha solo un over 65 ogni dieci abitanti. Le differenze riguardano anche la dinamica recente dei rispettivi livelli di invecchiamento. Tra il 1990 ed il 2005,  in alcuni paesi dell’Europa settentrionale - Danimarca, Irlanda e Svezia - la percentuale di anziani è addirittura diminuita, mentre gli stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno evidenziato aumenti mai inferiori ai due punti percentuali. 

La regione più "anziana" dell'Europa dei 15 è la Liguria, con un over 65 ogni quattro abitanti al 2000. Altre 16 regioni superano la soglia del 20 per cento di anziani sul totale della popolazione: ben otto sono italiane - in ordine decrescente: Liguria, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Friuli-Venezia  Giulia, Molise e Piemonte. Le regioni più "giovani", con un anziano ogni otto abitanti, sono invece: le due regioni irlandesi, tre olandesi (Flevoland, Noord-Brabant e Utrecht), due britanniche (Berkshire e Inner London), due spagnole non continentali (Ceuta y Melilla e Canarias) e una ciascuno per l'Austria (Vorarlberg), il Portogallo non continentale (Açores), la Francia (Île de France) e la Finlandia (Uusimaa).

 L’Impegno dell’Endas

L’ENDAS, ha ritenuto di attribuire particolare significato e valenza agli itinerari  d’impegno della popolazione anziana, quale elemento partecipativo e nell'ottica dell’integrazione sociale. In tal senso ha preso quale riferimento gli studi di settore più recenti che considerano la penuria di spazi di fruizione culturale e  partecipativi tra le cause che  incidono  in maniera rilevante sull’esclusione sociale  della popolazione anziana  nelle attuali società.  Se , dunque, tale sillogismo è universalmente  verificato,   L’ENDAS intende intervenire nelle future progettualità su questa tematica cercando di individuare in che misura gli anziani ususfruiscono di questi spazi  e  quanto ne usufruiranno in futuro.

A  seguito di studi effettuati in diversi paesi europei, tra i quali anche l’Italia, è emerso  da un lato una diminutio in   termini di  partecipazione dei soggetti anziani ,   ad eventi culturali e ricreativi rispetto al passato; dall’altro, la presenza di strati di  popolazione anziana isolati  dalla fruizione dei beni culturali ma rilevanti  consumatori  di prodotti televisivi.

L’ENDAS , pertanto, alla luce di quanto innanzi evidenziato, pone al centro delle sue future azioni, un progressivo impegno finalizzato alla realizzazione di interventi e servizi al fine di  produrre strategie di  attenzione e cura per ogni anziano che vive nella comunità di riferimento. La  “comunità” di riferimento è da intendersi nei termini di  tessuto associativo ma anche di contesto sociale che i partner pubblici e privati, facenti  parte del  presente progetto,  rileveranno,  elaborando strategie politiche di contrasto  all’esclusione sociale e creando, altresì,  una rete di servizi per la promozione del volontariato, partendo  dal concetto fondamentale di “Cittadinanza Attiva”.

Promuovere atti solidali   tra le generazioni significa implicare attraverso essi,  anche il  concetto di sussidiarietà; quest'ultimo  presuppone che gli interventi migliorativi della  vita sociale siano condivisi contemporaneamente  sia dal tessuto civile  sia dalle amministrazioni locali. In tal senso,  i volani di aggregazione sociale, segnatamente   gli Enti di Promozione Sociale, tra cui l’Endas, assumono l'inequivoco ruolo di  “negoziatori”   privilegiati tra Stato e Cittadino,  in quanto dotati della prerogativa garante della  equilibrata  coesistenza dei bisogni e delle esigenze degli uni e degli altri.